Analisi di… Milinkovic-Savic: cosa non va?

Analisi di… Milinkovic-Savic: cosa non va?

dicembre 11, 2018 0 Di Simone Coppa

La Lazio in queste ultime tre uscite stagionali ha cercato con immensa difficoltà di raggiungere il gol. Ma come mai una squadra che nella stagione 2017-18 ha segnato 89 reti (miglior attacco del campionato), adesso fatica così tanto a segnare? Preoccupa anche la situazione legata a Milinkovic-Savic.

Le motivazioni sono ancora poco chiare; tuttavia c’è chi ha parlato di rottura fra squadra e Inzaghi, o ancora peggio, fra giocatori stessi. Le voci però si sono placate subito dopo la conferenza stampa di Lotito, Tare e mister Inzaghi, che hanno specificato l’origine del ritiro di Formello, calmando i propri tifosi.

Sicuramente uno dei moventi maggiori è proprio la forma fisica di alcuni singoli; uno fra tutti: Milinkovic-Savic.

Il talento serbo, dopo la delusione al mondiale, non sembra più quel gioiello corteggiato dalle big d’Europa con cifre da capogiro. Un solo gol in campionato (quello segnato contro il Genoa) dopo 14 presenze, non basta alla piazza romana, che in estate ha sperato fortemente nella sua permanenza nella Capitale (ottenuta poi in maniera definitiva solo al termine del calciomercato).

Quella di sabato sera contro la Sampdoria è stata l’ennesima brutta prestazione del giocatore che, nei momenti difficili, non riesce ad ingranare la marcia in più dello scorso anno.

Analisi di Milinkovic-Savic, cosa succede?

Perché un giocatore del suo calibro non risulta più decisivo? Le risposte alla domanda possono essere numerose, alcune più evidenti, altre meno. La delusione di un mondiale sprecato è ampia e per un calciatore questo può sicuramente rovinare la mentalità agonistica, risultando fatale all’intera squadra, oltre alla qualificazione in Champions League, mancata all’ultima giornata contro l’Inter. Ma per il serbo la situazione sembra diversa; in estate, squadre come Real Madrid, Manchester United, Juventus e Chelsea, hanno provato ad accaparrarselo, ma il patron biancoceleste Lotito, una volta fissato il prezzo, non intende abbassarlo e per questo le squadre interessate si sono defilate (per il momento). Il braccio di ferro fra il presidente romano e Florentino Perez, non è piaciuto al Sergente e al suo procuratore.

Lo scorso anno, il gioco della Lazio, passava essenzialmente fra i piedi di Milikovic e Luis Alberto, attualmente entrambi sottotono; questo sta portando giocatori come Correa a mettersi in mostra. Se nel ruolo di Luis Alberto c’è Correa a salvare la baracca, in quello del serbo nessun sostituto sembra in grado di trascinare i laziali. I vari Cataldi e Murgia, seppur ottimi prospetti, non sembrano dare la giusta sicurezza nelle manovre in fase offensiva, mentre Valon Berisha, dopo l’infortunio subìto in estate, sta cercando di emergere, senza però convincere il proprio allenatore. Esattamente per questo, i tifosi, sono in attesa del vero Sergente, in grado di segnare ben 12 gol nel campionato 2017-2018, ottenendo il paragone con Pogba e la valutazione di 120 milioni. Il popolo romano attende; adesso tocca a Sergej ricambiare la fiducia riposta.